logo

0
0
0
s2smodern

Depositphotos 6312652 XXLAprire la nostra mente

La scrittura omologata

Una trappola mentale per scrittori e poeti

di Salvatore Fava

Chi scrive sa che l’elemento che fa la differenza in un testo è l’idea nuova e l’originalità.  L’omologazione, nella scrittura, è una trappola dalla quale bisogna fuggire in ogni modo o, almeno essere consapevoli che si tratta di un fenomeno che, come vedremo, ci priva di una buona parte della nostra creatività.
Nella prima metà del novecento l’indice di alfabetizzazione delle persone era molto basso, di conseguenza solo una ristretta élite di persone che proveniva da studi organizzati, era in grado di parlare e scrivere correttamente. Oggi, diversamente da allora, tutti o quasi, abbiamo alle nostre spalle un’esperienza di studi che lascia presumere un minimo di abilità nella elaborazione di un testo scritto. Tuttavia, la nostra cultura non ci basta ad evitare la trappola della omologazione che è sempre in agguato.
È innegabile che i grandi sistemi multimediali, radio, televisione, internet  e in ultimo i social media, hanno portato profonde modificazioni nel nostro modo di rapportarci con gli altri, penalizzando in maniera decisiva la  nostra abilità nello scrivere specie a livello individuale, ( basti pensare all’uso di sms e alle chat col relativo uso di faccine o altri simboli  (emoticons) che indicano l’umore, e ai like che in ogni caso esprimono un concetto limitato e formale.  È del tutto evidente che, se da un lato è nata una nuova modalità di linguaggio, più rapida se vogliamo, dall’altro questo modo “sintetico” di confrontarci ha impoverito profondamente il linguaggio ed il vocabolario delle persone, specie dei giovani delle ultime generazioni.

Depositphotos 37564195 originalSe tutti viviamo immersi nello stesso magma mass mediale, vediamo la televisione e ascoltiamo la radio, riceviamo la pubblicità e l’informazione attraverso modelli persuasivi confezionati appositamente per le masse, è logico che poi usiamo stesse chiavi di lettura e identiche modalità espressive. La conseguenza è che tutti comunichiamo allo stesso modo, assolutamente omologati gli uni e gli altri. Niente voli, poca originalità di linguaggio e uso limitato di parole. Insomma,  siamo assolutamente incapaci di sorprendere i nostri lettori.  La prova di queste affermazioni le verifico quotidianamente nel mio lavoro. Come direttore editoriale di una casa editrice, ogni giorno, io e i miei collaboratori, esaminiamo decine di manoscritti inviati per essere pubblicati, io mi occupo principalmente di poesia. Ebbene, la stragrande maggioranza dei manoscritti pervenuti per la pubblicazione è omologata a luoghi comuni, a visioni della realtà banalizzate.
Alcuni manoscritti raccontano storie  simili a quelle di altri, nonostante gli autori non si conoscano fra loro: ad omologarli è lo stesso modo di vedere la realtà. Nella sostanza la stragrande maggioranza dei manoscritti, siano essi romanzi o poesie, si occupano degli stessi medesimi argomenti: amore, morte, solitudine, diritti civili, politica, cronaca etc. Fin qui niente di strano, i temi della letteratura sono questi. Il problema e che nessuno dice delle novità su questi argomenti. Ognuno dice le stesse cose che dicono gli altri ma con la convinzione di essere unico ed originale. Ma perché succede questo?  Perché molti  poeti e scrittori non si accorgono di essere omologati a un sentire comune?  La risposta è fin troppo semplice:  in un mondo di uguali  siamo  portati a pensare che essere tali e quali agli altri sia un valore: è una trappola mentale  che ci fa credere che tutti gli altri la pensano come noi, oppure che noi la pensiamo come tutti gli altri.
In ambedue i casi questa convinzione rafforza la nostra idea che siamo noi a decidere di pensarla in un dato modo. Questo sistema è stato compreso dai grandi social media che lo sfruttano per moltiplicare i consensi e vendere meglio la loro pubblicità.  Quando sul nostro social riceviamo molti like o molti commenti positivi su una nostra opinione siamo contenti che gli altri la pensino come noi. Se da un lato questo ci gratifica, dall’altro ci sfugge che questo indica che non siamo affatto originali. Sul piano generale il valore aggiunto è essere “diversi” dagli altri non importa se migliori o peggiori, ma diversi. Se ho mille “amici” su Facebook e pubblicando un post ricevo 980 like, devo essere contento?  Nessuna conclusione affrettata, ma pensiamoci.
Quando scrivono, molti poeti o scrittori hanno la preoccupazione di piacere agli altri e scrivono pensando a come catturare il consenso dei propri futuri lettori. Questo è giusto, anzi scrivere per gli altri  è il presupposto principale della scrittura. Tuttavia scrivere per piacere ai lettori ci fa cadere spesso nella trappola della omologazione perché ci induce a trattare temi o aspetti della vita comuni a più persone. La scrittura omologata, nella nostra mente inconscia di scrittori, che ci impedisce  di agire liberamente. Sicché  pensando di scrivere cose interessanti finiamo per cadere in questa trappola  che ci rende in tutto e per tutto simile agli altri, col risultato di scrivere senza originalità.

Depositphotos 55172443 originalPochi scrittori o poeti hanno la giusta percezione di cosa significhi essere originali e scrivere in modo persuasivo. Questo accade perché in termini di comunicazione la loro vita si svolge dentro un modulo precostituito che, lasciandogli vedere la realtà così come appare, non gli consente di fare autocritica sulle cose che scrivono, né di capire che in realtà hanno scritto le stesse cose che hanno scritto gli altri, con le medesime modalità degli altri. Sicché quando noi scrittori ci rapportiamo con i lettori  non ci rendiamo conto che la nostra interazione è gestita da un meta programma inconscio, una sorta di “credenza” che ci fa comportare come gli altri.
Insomma, prima di iniziare a scrivere un verso o l’incipit  di un nostro racconto, dovremmo chiederci sempre se stiamo affrontando un tema originale o se in realtà non stiamo pensando di compiacere i nostri potenziali lettori.

0
0
0
s2smodern

Editoriale

Image

Notizie in evidenza

ImageLa memoria e l'Alzheimer
L'ultimo libro di Emanuele Schembari
ImageCarlo Cattaneo
Lo scrittore al servizio della civiltà
ImageIn Italia ce ne sono migliaia
Concorsi  letterari & affini
Consigli agli autori emergenti
ImageLa “Polvere” (Pruvulazzu)
La nuova raccolta di Renato Pennisi
ImageSocial Media & Letteratura
Liberi di scrivere?
ImageAprire la nostra mente
La scrittura omologata
Una trappola mentale per scrittori e poeti

Oroscopoesia

Image
L'oroscopo di dicembre

Pensieri

Image
Andrej Sinjavskij

Note a margine

Image
Scritti brevi
di Salvatore Fava

Novità in libreria

Image

Consigli per la lettura

Argomenti

ImageAutori  Emergenti
Distribuzione e promozione
Fatti, misfatti e mistificazioni  
ImageBenedetto Croce
“Difesa della Poesia”
Un manifesto ancora attuale
ImageIl luogo delle origini
di Andrea Guastella
ImageAntonina Crimi
Mettere le ali
ImageUn nuovo libro di Bruno Rombi
Occasioni: una voce poetica ispirata

Poeti e scrittori

ImageIntervista a Caterina Spallino
Una voce di primo piano della poesia emergente
ImageUna silloge di 
Francesco Sinatra
ImageUna silloge
di Andrea Cattania
ImageQuando la passione per l’auto incontra la poesia
Allegoria per la Porsche 911
ImageJean Claude Dubail
“Riflessioni”: un libro che apre l’anima